Le conoscenze sulla interazione antagonistica tra prurito e dolore, sui pruricettori e sulla elaborazione centrale nel prurito di lunga durata hanno dato nuovi orientamenti per il controllo del prurito. Il programma terapeutico più promettente appare oggi costituito dalla combinazione di farmaci agenti centralmente sulla sensazione del prurito e di farmaci ad azione topica e di controllo della infiammazione.
Gli oppioidi – endorfine, encefaline e dinorfine – con l’attivazione di recettori mu, kappa e delta riducono la eccitabilità neuronale e la sensibilità delle terminazioni nervose periferiche .Pertanto antagonisti dei recettori mu-oppioiodi ad effetto centrale sono stati studiati nel prurito sperimentale e nel controllo del prurito cronico. Ad es. gabapentin e pregabalin (analogo strutturale del GABA) ad azione diversa modulatore di neurotrasmettitori, attività analgesica ansiolitica. Il naltrexone antagonista mu-oppioide, è stato studiato nel prurito sperimentale, e nel controllo centrale e periferico del prurito in diverse condizioni tra le quali il prurito aquagenico e la prurigo nodulare, dimostrando rapida efficacia con pochi e non rilevanti effetti collaterali. Agonisti k-oppioidi ad azione centrale, come la nalbuphine hanno mostrato attività nel prurito cronico, come anche il butorphanol. Zafirlukast, antagonista recettoriale del leucotriene, presenta attività antipruriginosa nella dermatite atopica. La mirtazapina ,serotoninergico e antidepressivo è risultato utile e senza effetti collaterali importanti nel prurito neurogeno e in quello cronico notturno, ed inoltre nel prurito psoriasico e del linfoma a cellule T. L’ antidepressivo paroxetina è risultato utile nel prurito cronico (al di fuori di disordini psichiatrici e oltre che nel dolore neuropatico). Il Dronabinol (delta-9-tetrahydrocannabinol) ha mostrato utlità nel prurito colestatico. Interessanti per sviluppi futuri sono anche gli studi sui sistemi recettoriali della rete di fibre afferenti. I recettori H1 e H2, TRP, oppioidi, cannabinoidi, PAR2, costituiscono obiettivo terapeutico nella infiammazione neurogena cutanea e prurito. ( PAR2 –recettore attivato da triptasi - è aumentato sulle fibre afferenti primarie nella dermatite atopica ed è coinvolto nei fenomeni infiammatori). Analogamente i TRP (TRP = transient receptor potential receptor), detector molecolari di stimoli fisici e chimici, coinvolti nell’effetto antipruriginoso del freddo(“recettori del freddo”) costituiscono obiettivo per il controllo del prurito. Infatti TRPM8 può essere attivato dal freddo o dal mentolo; TRPV3 e TRPV1 sono attivabili da canfora con effetto antipruriginoso. A tal riguardo è stato rilevato che agenti che agiscono specificamente sulle terminazioni libere, come pramoxina,canfora e mentolo e fenolo, risultano utili in casi di dermatiti. ( “Agents that specifically affect the cutaneous nerve endings are often beneficial for use in patients affected by dermatitis”) (“Agents such as pramoxine, phenol, camphor, and menthol”) Altri topici in studio sono gli agonisti dei recettori CB1 e CB2 dei cannabinoidi ed endocannabinoidi. Infine la capsaicina composto del gruppo vanillico dei recettori TRPV 1(transient receptor potential – TRP) delle fibre nervose, largamente oggetto di studio, ad alta concentrazione ha effetto neurotossico che distrugge le terminazioni delle fibre C; da cui risulta la abolizione della sensazione del prurito fino alla rigenerazione delle terminazioni nervose.

