Prurito senile. Interessa una larga percentuale di soggetti al di sopra dei 70 anni. In un terzo dei pazienti anziani  affetti da prurito non sono identificabili malattia sistemiche, dermatosi, effetti secondari di farmaci topici o sistemici che lo sostengano. Il Prurito senile idiopatico è stato spesso ricondotta a disturbi neuro-cerebrali, aventi come concausa la accentuata xerosi cutanea propria della età avanzata. Diverse le interpretazioni del prurito nella età avanzata: potrebbe essere legato a condizioni socio-psicologiche (emarginazione,senso di inutilità e difficoltà diverse,etc.)(E.Panconesi ); o anche, secondo una ottica freudiana,  alla riacquisizione in toto della pelle della sua funzione erogena infantile (e il meccanismo inconscio sarebbe soddisfatto dal grattamento)(R. Bassi).; o anche la stimolazione della cute col grattamento potrebbe costituire un canale di compenso e contrasto dei processi di indebolimento e invecchiamento cerebrale, ripetendo il vissuto dei primi mesi di vita quando la stimolazione esterna provvedeva ad arricchire la maturazione  del SNC  (R. Molinari). In realtà il prurito  nella età senile deve essere primariamente collegato ad   condizioni che non possono essere trascurate: nella età avanzata vi è perdita di integrità  del corneo per perdita di lipidi superficiali, disidratazione fino al 50%, alterazione della coesione tra cheratinociti e della cheratinizzazione, alterazione del pH.  Queste profonde alterazioni di alcuni strati della epidermide condizionano, con ogni evidenza, una maggiore “vulnerabilità” della area con la attivazione delle terminazioni libere delle fibre nervose afferenti ( presenti a livello di giunzione dermoepidermica e strato basale); con  alterazione della soglia di sensibilità cutanea.

Prurito ad origine centrale. Nella età avanzata comunque il prurito può in alcuni casi originare a livello centrale (con percezione a livello cutaneo) per disfunzione delle aree centrali che  processano la informazione sensoriale(es. aterosclerosi), condizione indicata come Prurito neurogeno. Il Prurito neuropatico deriva a sua volta da alterazione dei neuroni in neuropatie o alterazioni periferiche (prurito post-erpetico, notalgiaparestesica, pruritobrachioradiale, etc., o per focolai degenerativi del SNC (es. tumori, sclerosi multipla,etc.); in tali casi può esservi combinazione con sensazione di bruciore e puntoria.

Prurito psicogeno. Ansia e depressione possono indurre crisi di prurito episodico (come nel lichen  simplex, dove sono prevalentemente interessati nuca e due terzi inferiori delle gambe lateralmente)o aree genito-perineali.La ricca rete di terminazioni nervose di alcune aree  ( come la ano-perineale, la scrotale e  vulvare) le  rende più suscettibili al prurito. Infine anche il  prurito cronico può essere correlato a situazioni psicotiche (dalle quali possono derivare comportamenti autolesionistici) e disordini ossessivo-compulsivi (come il delirio parassitofobico di Ekbom).

Nel Prurito Uremico vi è proliferazione  in  tutta l’epidermide delle terminazioni nervose della cute, che normalmente raggiungono  soltanto il basale. Particolari sono i meccanismi del prurito in condizioni diverse,come la  colestasi epatica, neoplasieviscerali, patologiesistemiche, diabete, tireotossicosi, pruritouremico, ipoparatiroidismo,  ed altre.

Il prurito può avere soglia di attivazione variabile in rapporto a condizioni fisiopsicologiche diverse; pertanto in particolare in quello  cronico assume  importanza il rilievo di fattori che ne influenzano la entità (ad es.tonici nervini,come caffè,tè,etc.).